Briciole di vita.



Riflessioni in fumetti.

- D'altro canto non posso volergliene...non sono in grado di spiegarle come sono fatto: non lo so neanche io.
- La vita ci dà molto. Noi non lo capiamo perché abbiamo imparato con ostinazione ad accontentarci di poco...

Lo scontro quotidiano- Manu Larcenet
 
sognointerrotto | 00:13 | giovedì, 05 novembre 2009 | permalink| commenti (pop-up) | lultimo libro letto


When there is a reason, tonight I'm awake

Arrivare in stazione con sei mesi di ritardo e pretendere di poter salire su quel treno: che idea bizzarra. Forse però prenderne consapevolezza era necessario. Lanciarsi senza paracadute per essere accolti da un abbraccio che ti fa sentire a casa, anche quando non lo sei, è comunque un passo avanti.  Nonostante la direzione non sia esattamente quella che volevi. Ma sapevi che era solo un atto di sincerità. E si continua a costruire il puzzle. Un tassello dopo l'altro, un sospiro, una pausa, e poi di nuovo il tentativo di rimettere tutto dentro quella stramba definizione. Senza sbavature. Con tutte le ambiguità del caso, ma con fermezza. Ognuno ha i suoi tempi, e i miei non sono quelli giusti. D'altronde non lo erano stati nemmeno i suoi.

Ho incontrato Ninfo quasi un anno fa: una di quelle persone che sembra ti conoscano dall'eternità, che vorresti avere sempre accanto a te, in qualunque forma.  Il nostro rapporto è stato fatto di momenti stupendi, intensi, tremendemanete difficili. Notti insonni nella nostra ciudad. Intrecci e sogni uccisi sul nascere. Se lui adesso ha trovato il suo equilibrio etichettandomi come amica, è perché io ho cercato questo. Perché impaurita da qualcosa che poteva essere impegnativo, mi sono rifugiata in avventure low cost, di quelle che ti lasciano qualcosa, ma che hanno una fine visibile all'orizzonte nell'istante stesso in cui iniziano. E ora non è possibile tornare indietro.

Intanto lunghe corse in bici casa-piazza duomo-novoli-piazza duomo-oblate-casa, caratterizzano tutte le mie giornate. Fine settimana in giro tra il nord e il centro Italia, vitalità a sprazzi, poco studio, tanto sonno, piccole soddisfazioni quotidiane, cinema il mercoledì, e libri sul comodino inesistente. Un caffé dopo l'altro, una tisana ancora, una telefonata, una pagina di tesi, inglese, spagnolo: ecco come il mio presente è una lenta preparazione del futuro.

"Dovresti frequentare nuova gente, conoscere altre persone, e diventare più consapevole di te. Smetti di sentirti a disagio, non sei inadeguata."
E noi?

L'editoriale di Scalfari pubblicato questa domenica su Repubblica (esattamente questo) ha un che di preoccupante. Ci pone di fronte alla fatidica domanda "ma nel nostro piccolo che possiamo fare per evitare che la situazione precipiti?" Basteranno manifestazioni per la libertà di stampa (nella foto una scena), raccolte di firme contro le continue offese alle donne di b., ore e ore trascorse a informarsi e a imparare a riflettere con la propria mente? L'opposizione continua a deludere, impegnata nelle sue questioni (liti?) interne. E noi?
Più in basso di così non ci sarà molta strada tra noi e il baratro.

Qualche giorno fa ho finito di leggere Sostiene Pereira:

Stai bene a sentire, Pereira, disse Silva, tu credi ancora nell'opinione pubblica? ebbene, l'opinione pubblica è un trucco che hanno inventato gli anglosassoni, gli inglesi e gli americani, sono loro che ci stannoioni, ci stanno smerdando, scusa la parola, con questa idea dell'opinione pubblica, noi non abbiamo mai avuto il loro sistema politico, non abbiamole loro tradizioni, non sappiamo cosa sono le trade unions, noi siamo gente del Sud, Pereira,e ubbidiamo a chi grida di più, a chi comanda. Noi non siamo gente del Sud, obiettò Pereira, abbiamo sangue celta. Ma viviamo nel Sud, disse Silva, il clima non favorisce le nostre idee politiche, laissez faire, laissez passer, è così che siamo fatti, e poi senti, ti dico una cosa, io insegno letteratura e di letteratura me ne intendo, sto facendo un'edizione critica dei nostri trovatori [...] ebbene, i giovani partivano per la guerra e le donne restavano a piangere, e i trovatori raccoglievano i loro lamenti, comandava il re, capisci?, comandava il capo, e noi sempre abbiamo avuto bisogno di un capo, ancora oggi abbiamo bisogno di un capo. Però io faccio il giornalista, replicò Pereira. E allora? disse Silva. Allora devo essere libero, disse Pereira, e informare la gente in maniera corretta. Non vedo il nesso, disse Silva, tu non scrivi di politica, ti occupi della pagina culturale.
Sostiene Pereira- A. Tabucchi
 

sognointerrotto | 01:10 | lunedì, 12 ottobre 2009 | permalink| commenti (1) (pop-up) | politicando, qualcuno ha detto, lultimo libro letto


Contradicciones.

Se habìa criado libre, abandonado, amado por los gestos de su madre y las palabras de su abuelo. Amado, pero abandonado a su suerte. Cuando veìa a las familias por la calle, en los pisos del vecindario, en las tiendas, en las plazas de Linares, en el paseo, le parecìan seres de otro planeta. Sabìa que no serìa nunca como ellos y esto le producìa alegrìa. Porque entonces le horrorizaba la sola idea de tener que trabajar y ganar dinero. Ahora ya lo habìa hecho. Se habìa traicionado a sì mismo, en Barcelona, aunque fuera con la excusa de dar un paso, un puente antes de alcanzar la libertad. Serìa antes de, un paso antes de. Antes de. Le horrorizaba lo que hacìan los demàs. Casarse, tener hijos, un trabajo, un piso...siempre le habìa horrorizado. No querìa ser como ellos. Y ahora, abatido, debìl, bien tratado por un extrano, alguien que se contentaba con pescar cuatro truchas, con los versos de un poeta, el trabajo, los companeros que lo saludaban, las dos caras jòvenes y sonrientes de la fotografìa que tenìa en el coche. Cosme habrìa querido ser como el hombre de la pipa. "Te esperamos". La chica de la foto tenìa el pelo rizado y los ojos de su padre pescador. Bajò a beber a la fuente. Contradicciones, Carlota.

Calle Bolivia- Maria Barbal
sognointerrotto | 19:07 | giovedì, 01 ottobre 2009 | permalink| commenti (pop-up) | lultimo libro letto


Viaggi e miraggi.


Sono state due settimane ai limiti del surrealismo, all'insegna del viaggio e dell'incontro. Una Torino immersa nella nebbia, con un sole pallido che è riaffiorato per magia in un pomeriggio di chiacchiere con l'amica del liceo. Un incontro che non c'è stato, lunghe passeggiate tra il Po e la Mole, e poi dritta fino a Milano per un altro mìtin tra ex erasmus. Cambiano i luoghi e le case che ci circondano, ma non il nostro stile di vita e la nostra voglia di stare insieme. E così bere birra, vino e vodka in una cucina, sdraiati su delle amache o alla fermata dell'autobus, hanno sempre lo stesso gusto allegro e spensierato, fresco e ricco di aspettative. Dopo aver scavalcato il cancello di parco Sempione per poi scoprire di dover comunque camminare 5 km sotto la pioggia in piena notte, anche Firenze è diventata una città da scoprire come turista: mille giri della città con un francese loco che non ha disdegnato il concerto della Bandabardò in Santacroce, pur non capendo una parola d'italiano e ha sperato di mangiare qualcosa di tipico toscano, pur trovandosi con una siciliana vegetariana. Bologna è ancora una vecchia signora in cui incontrarsi tra la solita edicola e il caro Nettuno, per unire due mondi che appartengono al passato, eppure sono presenti in ogni mio gesto e in ogni mio pensiero. E infine Perugia, con le sue salite, i gradini e il vento fresco, dove ho incontrato la mia sorelloccia, un amico conosciuto a Bruxelles, Ninfo che non vedevo da Valencia e il dandy alla ricerca di sé. Seduta sulle scalette o sul prato, imbucata a una cena con poco cibo senza cadaveri e litri di ottimo vino d'annata, ho disambiguato prima di danneggiare, e come consuetudine ho parlato di me. Sapere cosa si pensa riguardo a me stessa è qualcosa che in realtà mi interessa molto. Probabilmente troppo. Adesso sono ritornata nella cara vetrina, nel mio angolo di mondo sovrastato da una bandiera della Comunidad Valenciana, nella mia camera condivisa con zanzare e una quasi-sconosciuta. E con un dubbio. Vedersi non è stato indifferente, ma forse sarebbe meglio tacere. L'autocensura potrebbe essere la soluzione, il metodo per evitare ulteriori complicazioni. Ma io adoro le complicazioni, e qualcosa mi dice che alla fine agirò senza pensare troppo alle conseguenze, d'istinto.



Dietro ogni viaggio c'è sempre un miraggio da desiderare
come del resto alla fine di un viaggio
c'è sempre un letto da ricordare
Viaggi e miraggi- De Gregori
sognointerrotto | 23:59 | domenica, 27 settembre 2009 | permalink| commenti (pop-up) | viaggi


Spegnamo la tivvù!

La "pubblicità" [perché ovviamente dopo il tg1 anche a casa fanciullacci la tv è stata completamente spenta, come ogni sera] su quel che sarebbe stato trasmesso oggi, in prima serata, su Raiuno mi ha fatto venire in mente il fumetto di Delisle, PyongYang. Quella domanda quando si è all'estero è abbastanza ricorrente per gli italiani: anche se spesso non è esplicita, la si può leggere negli occhi di chi chiede "Ma com'è che Berlusconi ha vinto le elezioni ancora una volta?". Non che io voglia fare un paragone tra la dittatura Nord coreana e la nostra strana democraziaforseunpo'limitata, però quest'ostentazione di presunte azioni del governo in maniera tanto plateale, mi ha fatto ripensare a quel mondo così assurdo, così lontano.  Spero solo che Porta a Porta abbia avuto un numero infimo di telespettatori, che la gente abbia avuto di meglio da fare che piazzarsi davanti a un teleschermo per applaudire qualcuno che non ha nessun merito nella vicenda.

sognointerrotto | 00:24 | mercoledì, 16 settembre 2009 | permalink| commenti (2) (pop-up) | politicando


Nada de nuevo.

Il ritorno nella culla del rinascimento a distanza di una settimana non riserva ancora nessuna sorpresa, dato che avevo previsto [o forse sarebbe meglio dire sperato] di trovarmi bene con le mie nuove coinquiline e di non arrivare preparata come avrei voluto all'esame di settembre. Il tirocinio non è stato difficile da trovare e probabilmente presto avrò un mezzo di trasporto non inquinante e veloce che mi permetterà di muovermi con maggiore autonomia tra turisti a piedi e fiorentini in automobile. Sono ritornata a correre alle Cascine, dove il fiume scorre davvero, lentamente, con un movimento quasi impercettibile e a bere da bicchieri troppo costosi per alzare il gomito. Le mie giornate trascorrono tra libri, biblioteche, uffici, burocrazia, lunghe chiacchierate e qualche sprazzo di vita sociale qua e là. Andare a trovare di tanto in tanto l'unico membro della mia vecchia famiglia universitaria e calpestare un pavimento che non è più mio è  piacevole e malinconico allo stesso tempo. La consapevolezza che niente potrà essere come prima, la certezza che in fondo sia meglio così, si mescolano alla nostalgia di qualcosa che era speciale e adesso è  semplicemente normale. E' necessario recuperare l'entusiasmo e rincorrere nuove emozioni. Non è il momento per la calma piatta, per cui mi ritrovo a organizzare week end in giro per l'Italia, e a riempirmi di impegni che sarà difficile non mantenere. Si ricomincia.
sognointerrotto | 02:10 | giovedì, 10 settembre 2009 | permalink| commenti (2) (pop-up) | this is my life


Lu suli, lu mari, lu vientu...il ritorno.

Quando ne parlammo la prima volta, quel mercoledì ai 100 montaditos, pensavo fosse uno di quei soliti progetti che si fanno quando stai flirtando con qualcuno, e probabilmente lo pensava anche the green guitar man mentre mi invitava. A fine giugno nessuno credeva che ce l'avremmo fatta, e invece ecco che davvero ci siamo mobilitati da tutte le parti d'Italia (e non solo) per raggiungere il Salento e la Notte della Taranta. 20 persone, 6 giorni, molte tende, nessuna doccia e una strana accoglienza da parte della gente del luogo. A Lecce, nei giardinetti pubblici, non è possibile campeggiare, togliersi la maglietta, sdraiarsi sulle panchine, giocare sugli scivoli se si è minori di 3 anni o maggiori di 12 e ostacolare il passaggio delle foglie secche nei sentieri. Ovviamente non è permesso bivaccare mentre si sgranocchiano pan di stelle nella piazza più sacra della città, benedetto iddio, io non concepisco come voi non lo concepiate. A Otranto invece nessuno ti scambierà per un perro flauta se bevi litri di birra seduto sul cemento alle 2 del pomeriggio o ascolti un sud-americano che recita una piéce teatrale italo-spagnola tra le acque non proprio limpide della spiaggetta dietro il porto. Melpignano è un po' come Marzamemi, solo più grande: il sabato notte si riempie di musica, fiaschi di vino da lanciare a suon di tamburelli e tarantolati che pogano leggiadri come elefanti giocherelloni, ma poi la domenica mattina ritorna a essere un paese fantasma, dov'è impossibile trovare un posto aperto nel quale pranzare, la stazione dei treni è chiusa e c'è solo un autobus che ti porta ai laghi Alimini, località di mare ottima per le tendopoli abusive. Anche Bari ha il suo fascino: un dialetto incomprensibile, delle difficoltà a spiegare la differenza tra "il rustico" e "il gusto", un cameriere al quanto originale e forse un po' scansafatiche, ma un centro storico affascinante e panchine comode sparse qua e là.  L'importante in Puglia è non chiedere indicazioni per orari e fermate degli autobus e non tentare di capire il funzionamento delle FerrovieDelSudEst.
Abbiamo assaporato panini con sabbia e pomodori e alcolici tenuti in fresco nell'acqua del fiume, atteso innumerevoli pullman e treni e riso per qualunque tonteria, mescolando come sempre l'italiano fortemente accentato con lo spagnolo. E' stato stupendo svegliarsi all'alba completamente sudata, uscir fuori dalla tenda dei single (detta anche degli sfigati) e tuffarsi nel mare salentino per rinnovare la salsedine e pulire via la sabbia dai capelli non lavati. E' stato bello condividere questi pochi giorni con chi ha vissuto con me uno degli anni migliori della mia vita, prima di ricominciare con l'università, con l'inverno e con tutte le novità che anche questo settembre alle porte trarrà con sé.
Il resto dell'estate è stata una breve attesa, un periodo di stallo, come sempre, rotto dall'allegria dell'hermanita, da giornate al mare sotto il sole cocente e da un falò, dai racchettoni, dalle luminagghie e da una pizza che mi ripropongono sempre la stessa domanda senza risposta. E dopodomani sarò nella città d'arte, dentro la grande vetrina, per l'ennesimo trasloco.


Luminagghia (ossia, indovinello): trasi ritta ritta, nesci modda modda, ci runi na scutilata, trasi asciutta e nesci vagnata!
sognointerrotto | 02:07 | lunedì, 31 agosto 2009 | permalink| commenti (1) (pop-up) | viaggi, this is my life, echando de menos el erasmus


Camals Mullats.

Sembra quasi la scena di un film: l'alba alle mie spalle, il sole che spunta all'orizzonte dietro qualche nuvola distesa sul mare, e io e te che ci salutiamo promettendoci che non sarà un addio. Baci dolci che sanno di sabbia e acqua salata. Ti giri più e più volte per urlarmi silenziosamente hasta pronto, e raggiungi la fermata del tramvia mentre io ritorno in mezzo agli altri dentro un cerchio disegnato sulla Malvarosa fiorita di bottiglie che trasudano alcool e allegria.
L'ultimo mese a Valencia è stato intenso e indimenticabile come sempre: notti in spiaggia, compleanni nel turia, plaza de la Virgen il primo giorno come l'ultimo, plaza del cedro, terrazze, cervezas frias, mojitos, borracheras y resacas, nuove conoscenze e nuovi amori fugaci da consumare in stanze caotiche e in angoli noti prima che fosse troppo tardi.
Ancora vecchi amici venuti a controllare che davvero la Spagna abbia cancellato quella patina triste che per mesi aveva coperto ogni lato del mio carattere nel mio vano tentativo di non deludere le aspettative immaginarie di chi in realtà non si aspettava nulla da me.
Lacrime nascoste in una camera stringendomi nelle braccia di ninfo, tra un asse da stiro e un letto complice di sentimenti incomprensibili.
Las maletas ci aspettano davanti alla porta. Gesti veloci, un addio al piso de putissima madre che è la mia casa e non lo sarà più, un saluto alla mia bici gialla...e via...con la mia hermanita, via verso altre avventure, altri sogni, altre strade. Con lo zaino pieno di desideri, parole, frasi e momenti indescrivibili che la ryanair non potrà pesare e non potrà impedirci di portare con noi.

E ora...rieccomi in Italia, già da 5 giorni, tra Milano e Modena, in attesa del lungo viaggio verso la Sicilia, ospite vagabondo, callejera un poco loca, nostalgica per natura e ottimista per vocazione...

I obrirem una altra porta evidenciant la mentida.

T'estime, t'estimo, t'estim
Jo tinc en ment una valencia on els carrers son de plata.
T'estime, t'estimo, t'estim
Jo soc pacient i per això reiterare fins que caiguen.
T'estime, t'estimo, t'estim
Ja hem obert totes les ments i els portons de les cases.
Camals Mullats- Gossa Sorda

sognointerrotto | 10:29 | lunedì, 03 agosto 2009 | permalink| commenti (2) (pop-up) | valencia, echando de menos el erasmus


El grupo de los italianos y el austriaco.


Era una sera qualsiasi di metà marzo. Ci lasciavamo alle spalle las fallas, mentre io mi incamminavo verso un periodo piacevolmente complicato e particolarmente intenso. Una cena in cui conoscevo solo due persone, the green guitar man e la mia hermanita del erasmus. Qualcuno senza avermi mai vista aveva preparato appositamente per me una pasta al forno vegetariana: ed ecco che subito mi sono sentita a casa. Chi l'avrebbe mai detto che saremmo diventati amici? Non sappiamo molto dei nostri passati, a parte qualche episodio divertente e qualche storia raccontata in momenti di intimità, ma abbiamo condiviso gli ultimi 4 mesi a Valencia trascorrendo insieme lunghe giornate strapiene e notti insonni tra chiacchiere, musica e risate. Adesso siamo rimasti in quattro, il mio piso è diventato un ostello con pezzi di vita bolognese che vanno e vengono, e la fine si fa sempre più vicina. Ancora una settimana. Ancora due o tre despedidas. Qualche addio probabilmente, molti arrivederci.
Yeppaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
sognointerrotto | 04:01 | giovedì, 23 luglio 2009 | permalink| commenti (pop-up) | ritratti, valencia