Briciole di vita.



Dixit!!!

Dixit è un gioco notturno. Di quelli inventati da qualche alcolizzato per coinvolgere i suoi amici o giustificare le sue bevute. Una coppia di dadi da lanciare su un freesby e che segneranno il tuo destino, un tavolino ikea, un cospicuo gruppo di francesi, qualche italiano e pochi austriaci, tutti seduti tra pavimento e divano, un "sombrero" de saint patrick e di babbo Natale, e una quantità notevole di alcolici di vario tipo (rigorosamente di scarsa o pessima qualità). Scopo del gioco: bere quasi gratis e passare il "pre-serata" nel piso di Xavier. Regole: ogni numero corrisponde a uno o più sorsi di qualsiasi bevanda con più del 3& vol., che in qualche modo qualcuno dovrà bere. Il gioco finisce quando si tocca il fondo di tutte le bottiglie, quando il padrone di casa ha voglia di uscire o quando i vicini minacciano di chiamare la polizia. E quante notti passate a mescolare vodka e succo, urlando "dixit" a ogni numero 7, ridendo dell'accento francese e delle coños de madera che dopo mesi si ostinavano a non parlare con le "straniere". Pel di carota completamente matto, con il suo fan club su feisbuk e mille storie da raccontare. Un amico, la prima persona conosciuta tra i banchi dell'aula 304 aulari norte, e una delle prime a tornare a casa dall'erasmus. Un barbacoa sulla spiaggia, l'ultimo brindisi, e tante lacrime. Una foto con noi tre, gli amici di sempre, quelli del pigiama party in camera mia e delle traduzioni multiligue...chissà dove ci incontreremo, chissà se davvero la ryanair ci sarà d'aiuto...
sognointerrotto | 20:08 | sabato, 04 luglio 2009 | permalink| commenti (pop-up) | ritratti, valencia


Collezione di strane abitudini.

L'uso (o il non uso) del frigorifero:  Una delle prime cose che mi sono state insegnate riguardo al cibo è che, soprattutto in estate, e in particolar modo se vivi in posti dove il clima non è particolarmente fresco (come la costa siciliana o quella spagnola), molti cibi non possono essere lasciati fuori dal frigorifero per più di una-due ore, in quanto soggetti a deterioramento causato dal calore e quindi potenzialmente dannosi per la salute. Non per la salute di tutti però, a quanto pare. Le mie coinquiline (di nazionalità spagnola, olandese e tedesca) hanno sviluppato, o sono geneticamente fornite di, anticorpi che permettono loro di ingerire alimenti avariati senza avere nessun problema. Latte, succhi di frutta, cadaveri, formaggi, sulle cui confezioni campeggia la scritta "una vez abierto poner en la nevera y consumir antes de 4 dìas" rimangono per giorni sul tavolo del salotto, sul piano di lavoro della cucina o dentro la credenza, ovviamente aperti, e vengono consumati senza aver mai visto un frigo dal di dentro.  Magari con la muffa sono anche più nutrienti.

La tequila de la buena suerte: Quando vai in un paese straniero molte volte non ne conosci a fondo le tradizioni o non trovi quelle che più si adattano alle tue esigenze. Così...ne inventi alcune appositamente. D'altronde qualcuno dovrà pur iniziarle, no? La tequila de la buena suerte nasce nel lontano 15 maggio 2009, quando un gruppo di erasmus italiani a Valencia si ritrova per l'ennesima volta all'Aguacate per brindare a un esame di fisica. Da quella notte a base di alcool, quando poche ore separano qualcuno dal momento del giudizio, quando l'esame incombe e i libri sono ancora lì chiusi sulla scrivania (se lo studente in questione ne ha una), ecco che l'unico metodo per superare brillantemente la prova è il chupito con gli amici, all'Aguacate o al Rincon Latino. Ottimi risultati garantiti. Soddisfatti o alcolizzati.

Le buste della spesa: il Mercadona è il supermercato di fiducia di ogni spagnolo che si rispetti. Prodotti quasi esclusivamente hacendado, economici e di qualità...diciamo media. Disorganizzazione negli scaffali, jingle a ripetizione dagli altoparlanti, birra calda, frutta e verdura a granel. E buste della spesa gratis, che trasformano la nostra fila alla cassa in una sfida con la cassiera ipergentile di turno. Mentre tu stai cercando di darle più monetine possibili e stai contando i tuoi spicciolini per pagare, lei, con fare furtivo, ti pone ogni singolo prodotto in una singola busta. Non importa quanto tu sia veloce o quanto sia grande la tua borsa. La cassiera riuscirà sempre e comunque a fregarti e a imbustarti anche la bottiglia di acqua naturale da 6,5 litri. E tu ti ritroverai costretto a guardarla con sorriso finto, escalamando "No necesito bolsos, ya tengo el mio gracias" e ad accettare che lei ti guardi con faccia interrogativa e quasi di compassione svuotare le buste di plastica, mentre ti chiedi che ne pensi del riciclaggio, della salvaguardia dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile, dello spreco delle risorse e del fatto che tu sia a piedi e abbia solo due mani.

Chicos y Chicas en todos los idiomas. Sei fantastica/o, mi piaci un sacco, con te mi trovo veramente bene, sono contento/a di averti conosciuta/o...ma...
- ho già la/il ragazza/o e non voglio più tradirla/o;
- non ho voglia di innamorarmi adesso;
- non potrebbe funzionare, c'è qualcosa che non va;
- non potrei mai reggere un rapporto a distanza, quindi meglio chiuderla adesso;
- potremmo costruire una bellissima amicizia;
- tu sei troppo presa, non voglio farti soffrire;
- non dobbiamo affezionarci o poi staremo male;
- sono erasmus.
sognointerrotto | 10:39 | domenica, 21 giugno 2009 | permalink| commenti (2) (pop-up) | valencia, this is my life


The green guitar man.

"Ma tu sei un nuovo erasmus?" "Ehm...No, veramente sono qui da settembre...". Avevamo scavalcato il recinto grazie a una sedia di plastica bianca, e ci trovavamo lì, con le nostre cervezas giganti, saltando al ritmo del valencià e dell'improbabile inglese castellano. Un inseguimento strano, di quelli che nascondi anche a te stessa, era culminato in una cena, dei montaditos e un pic nic. Ci siamo conosciuti a fondo, abbastanza almeno per rendermi conto che non era per un giorno, ma neanche per tutta la vita. Mentre innaffiavo di vino angoli e aiuole che non ricordo, probabilmente faceva più male del giusto, ma nei momenti di lucidità gli voglio bene. Per le risate, il profumo di latte e cacao, le gocciole, le parole, la musica, la libertà. Lo vedo indaffarato nel trovare un equilibrio tra la pressione alta e la pigrizia, ad accarezzare il suo unico vero amore seduto al centro di un palco, o a chiedere numeri di telefono tra un pogo e l'altro. Mi auguro che nessuno gli tarpi le ali, che lo lascino suonare e disegnare folle, spostandosi da una parte all'altra del mondo. E quando questo sarà uno dei ricordi più belli della nostra gioventù, ci ritroveremo di tanto in tanto da qualche parte, per parlare della perfezione delle misure di una stella, della nostra vita nell'ennesima città che avremo cambiato, del giro di regioni e nazioni e del vabbuòno.

He can make you love he can get you high
He will bring you down he will make you cry
Something keeps him moving
But no one seems to know
What it is that makes him go
Then the lights begin to flicker and the sound is getting dim
The voice begins to falter and the crowds are getting thin
But he never seems to notice he's just got to find another place to play
The guitar man- Cake
sognointerrotto | 04:49 | sabato, 13 giugno 2009 | permalink| commenti (pop-up) | ritratti, valencia, quello che mi passa per la testa


Test.

La stessa ansia di qualche mese fa. Anche se stavolta non è nulla di personale e la situazione è completamente diversa. Eppure l'attesa davanti quel padiglione mi ricorda l'attesa su quel divano. Un risultato che, se positivo, cambierà la tua vita. Chiacchieriamo per ammazzare il tempo, sotto la pioggia di Valencia. Chissà com'è difficile fare questo lavoro. Trattare con gente che per una cazzata potrebbe ritrovarsi con problemi seri. Poi finalmente il verdetto: si festeggia lo scampato pericolo e torna il sole che non favorisce lo studio.

Una cena con lancio di cacao, farina e tiramisù, pogo e canzoni urlate al vento. Chi di spada [involontariamente] ferisce, di spada [involontariamente] perisce. Accolgo il colpo e continuo a saltare, attutendo il tutto con vino, cerveza e amici. Sorriso vero: gratis. Lacrime sciocche...gratis pure. Cosa vuoi che sia? Le illusioni sono fatte per svanire presto, e lasciar il posto alla realtà. Che non è poi così male. Un libro bianco su cui ognuno scriverà la sua parte, reinventando ogni giorno una nuova storia.

Ma nel futuro trame di passato
si uniscono a brandelli di presente
ti esalta l'acqua e al gusto del salato
brucia la mente
e ad ogni viaggio reinventarsi un mito
a ogni incontro ridisegnare un mondo
e perdersi nel gusto del proibito
sempre più in fondo

 Odysseus- Guccini
sognointerrotto | 14:53 | sabato, 06 giugno 2009 | permalink| commenti (pop-up) | valencia


Madrid y el rollo de siempre.

Passeggio solitaria in una città che non mi conosce, ma che sembra abbracciarmi mentre vago per le sue calles e mi perdo cercando di raggiungere l'amica della mia compagna di viaggio. Madrid è vitale. Pochi monumenti per questa capitale così recente, ma tanta gente, sotto la pioggia o a prendere il sole nei parchi, a bere una cerveza in una tasca, imbucata in una fiesta internazionale o in una troppo stretta...
E' una vacanza strana. Manca qualcuno con cui commentare, e l'aria è elettrica. Discussioni notturne che deludono un po'. Forse il tempo aiuterà.

Il ritorno è una notte sulla spiaggia, tra chitarre, alcool, chiacchiere e indifferenza. Incomprensibile indifferenza colmata poi da parole inutili da una parte all'altra dello schermo. E così i rapporti si evolvono alla velocità della luce qui a Valencia. Un'amicizia speciale diventa una passione per poi tornare a essere una mera conoscenza in poco meno di un mese, e una mera conoscenza diventa una passione che sembra si stia convertendo in un'amicizia strana dopo 47 giorni. Non so se tutto questo mi scivola davvero o se semplicemente lo studio mi ha distratta e continuerà a farlo.
Intanto ho segnato con un biglietto aereo una data di fine a quest'esperienza. "Ma l'erasmus non finisce mai, dura tutta la vita!" E' uno status permanente. E' un tatuaggio nell'anima. Colorato, indelebile. E nascosto.
Salir, beber, el rollo de siempre, meterme mil rayas, hablar con la gente...
...de prisa de prisa...rumbo perdido...

sognointerrotto | 23:45 | giovedì, 28 maggio 2009 | permalink| commenti (1) (pop-up) | viaggi, valencia, this is my life


Obrigada!


Scrivo decisamente troppo raramente. Immersa nel tentativo di vivere ogni attimo senza perdere nemmeno un respiro, in questi ultimi due mesi e mezzo che mi separano dal ritorno in Italia, non trovo il tempo per appuntare quei dettagli che sicuramente presto mi mancheranno. E potrei parlare di una chitarra e mille sorrisi, di lacrime amare e delusioni provocate, della Barcellona festosa che ci ha accolti la settimana scorsa, di Porto coi suoi borghi abbandonati a sé stessi, di Coimbra e della Fita de Queima [o qualcosa di simile], di Figuera de Voz, di Obidos e delle bolle di sapone, delle salite di Lisboa, del Tejo che sembra un mare, del portoghese incomprensibile, di uno shot al miele, di Cabo do Roca e del bagno nell'oceano che il freddo mi ha impedito di fare, della pioggia, dei castelli medievali, di treni e autobus perduti, di musica rock e metal, di amicizie difficili, di notti in aeroporto e in macchina, cerveja a tutte le ore e a tutte le temperature...oppure di questo ritorno a Valencia un po' malinconico, dal sapore agrodolce, di questa sensazione indefinita, di occhi verdi e castani che si incrociano con preoccupazione, nascosti da capelli ed esami imminenti. e dal timore di perdersi qualcosa. Potrei ringraziare tutti, guide lisbonesi improvvisate, autisti per il mondo, compagni di viaggio, di bevute, di paura e di allegria...

Poi apro la pagina di Repubblica.it e de La Sicilia.it e subito scompare la voglia di scrivere. Perché sarebbe ci sarebbe da ridire sul sindaco che non ha concesso la cittadinanza italiana a un egiziano che non ha saputo leggere bene il giuramento alla Costituzione [mia nonna è analfabeta: le togliamo le cittadinanza?], e poi si potrebbe parlare del nostro [ahimé] governo e delle nuove idee per combattere l'immigrazione, che sbucano fuori proprio adesso, quando la mia idea di tesi è quasi trasformata in progetto...ci sarebbe troppo da dire.
sognointerrotto | 15:34 | venerdì, 15 maggio 2009 | permalink| commenti (pop-up) | viaggi, valencia, del più e del meno, this is my life


Sometimes all I want to do is wait.

Valencia profuma di zagare e primavera, nonostante il sole spesso si nasconda dietro nuvole grige e gocce di pioggia che rinfrescano l'aria di questo aprile. Quante cose sono successe da las fallas.
Un viaggio a Bruxelles da erasmus tra gli erasmus mi ha sorpresa seduta davanti a una vetrina chiusa, con il belga che ha accompagnato il mio autunno e il mio inverno spagnolo. Infreddoliti entrambi sotto la pioggerellina notturna della città: Es tan raro verte aquì, y hacer contigo las mismas cosas que en Valencia. Parlando in spagnolo per abitudine, o in un francese e un inglese stentato, ho riabbracciato quell'amica che è più una sorella e sorseggiato birre dal sapore forte e deciso.
Notti particolarmente belle e difficili hanno permesso ai miei pensieri di trasformarsi in parole confuse e mi sono lasciata travolgere ancora una volta in un mondo che non mi apparteneva. Ma adesso cammino esitando tra una decisione che ignoro e un pomeriggio sull'erba con una chitarra e una felpa. E sorrido con una lattina in mano bevuta sotto il ponte bianco, cercando come sempre di capirmi. E aspettando. Ancora qualche giorno. Qualche viaggio, qualche giro per il mondo.
Resaca de pensamientos post-fallas

Dopo 20 giorni di caos, botti, petardi, mascletas e castillos a tutte le ore, Valencia si sveglia silenziosa e pulita. Quasi senza tracce di quei fiumi acidi che l'hanno attraversata in queste notti. Il cielo coperto da una coltre di fumo, residuo della cremà, attraverso la quale spuntano alcuni raggi di sole. Las Fallas sono davvero qualcosa di indescrivibile. Un grande parco divertimenti popolato da esaltati, matti, piromani contagiosi e borrachos scoppiettanti. Eccessi in tutte le forme e in tutti i luoghi: niente può essere sobrio per una festa così lunga e articolata. Nemmeno noi. Le notti hanno dei buchi neri difficili da colmare, ma anche momenti che non potranno essere dimenticati. Come sempre dovrei fare chiarezza. Pero también no. L'importante è non cadere dal palco. E non lasciarsi trascinare. E' una sensazione piacevole, ma nello stesso tempo difficile. Sentirsi un sacco di problemi più che un sacco di patate, e ripetersi che a volte bisognerebbe togliere il freno a mano, e scivolare. O risalire. O lasciare le zavorre.
sognointerrotto | 14:10 | venerdì, 20 marzo 2009 | permalink| commenti (2) (pop-up) | valencia, this is my life


Per la stessa ragione del viaggio viaggiare...



Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare ( e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più vuoi voluttuosi aromi.
Récati in molte città d’Egitto,
a imparare, imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze,
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
C. KAFAVIS
- Itaca

Seduta sotto un albero al sole, un libro in mano, e la testa fra le nuvole. Ripenso al viaggio, agli scivoli, alle corse, al sorriso, alla scoperta di qualcuno che non conosci già. Stanno per iniziare las fallas, e l'aria odora di polvere da sparo, di primavera e di riflessioni abbandonate . E scaccio via quella strana malinconia che a volte mi prende e mi fa sentire più vicina la fine dell'erasmus, mentre pogo come un'adolescente a un concerto abusivo nella facoltà di storia.
Bajo del sol, de la lluvia y de la nieve.

La tradizione non sembra tale quando ne modifichi alcuni elementi, quando la rinnovi anche se non avresti voluto. Ma si parte lo stesso.
Non manca nulla. Il fedelissimo zaino sempre pronto, un auto blu modello familiare...e via...verso l'infinito e oltre. O più semplicemente verso l'Andalucìa. I paesaggi scorrono veloci dal finestrino, mentre mi trasformo in navigatora-deejay da compagnia. Alberi e prati verdi, colline e montagne quasi completamente spopolate e canzoni exitose  che nessuno conosce e che ci fanno da colonna sonora. Da un ostello all'altro, bevendo cerveza e whisky e cola, giocando con un giapponese accanto a una stufa, cercando la calle giusta, una teteria e del cibo vegetariano,  girando per la Mezquita, el Alcazar e quei quartieri dall'accento fortemente marcato, anche questa vacanza tra Albacete, Sevilla, Cadiz, Cordoba e Granada non poteva deludermi. Foto e foto, e ancora foto: la neve e la pioggia ci riaccompagnano a casa, con il sorriso sulle labbra. Quel sorriso di chi vede nascere e crescere un'amicizia speciale, e un feeling che non sai spiegare.
Bagno le scarpe nell'oceano nel tentativo di prenderne un bicchiere "El proximo año carnaval a Cadiz, vale? nos encontramos todos aquì para hacer fiestas y botellon en la playa...disfrazados, por supuesto!"
sognointerrotto | 01:54 | giovedì, 05 marzo 2009 | permalink| commenti (2) (pop-up) | viaggi, valencia